<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>kpi Archives - Francesco Leone Commercialista</title>
	<atom:link href="https://www.francescoleonecommercialista.it/tag/kpi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.francescoleonecommercialista.it/tag/kpi/</link>
	<description>Studio Commerciale</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Sep 2022 17:32:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.francescoleonecommercialista.it/wp-content/uploads/2021/07/cropped-logo_francescoleone-50x50.png</url>
	<title>kpi Archives - Francesco Leone Commercialista</title>
	<link>https://www.francescoleonecommercialista.it/tag/kpi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Aging dei crediti come premessa di successo.</title>
		<link>https://www.francescoleonecommercialista.it/aging-dei-crediti-come-premessa-di-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[kpi]]></category>
		<category><![CDATA[management]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescoleonecommercialista.it/?p=3576</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'AR Aging report è uno strumento indispensabile per le aziende che usano la dilazione dei crediti come leva strategica.</p>
<p>The post <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/aging-dei-crediti-come-premessa-di-successo/">Aging dei crediti come premessa di successo.</a> appeared first on <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it">Francesco Leone Commercialista </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo periodi economico-finanziari complessi, come quello che viviamo da tempo, le aziende si trovano ad affrontare un importante giro di boa per organizzare e gestire al meglio la ripartenza a pieno regime del proprio business. La prosperità delle stesse, o la sopravvivenza sarà dettata dalle strategie e dai livelli di controllo interni, che permetteranno di fare la differenza rispetto a quanto fatto in passato o rispetto ai concorrenti più agguerriti.</p>



<p>Per questo motivo, rivestono particolare importanza i<a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/i-k-p-i-e-la-strategia-aziendale/"> “Key Performance Indicators”</a>, ossia gli indicatori di performance dell’azienda, che spaziano dagli indicatori finanziari a quelli di qualità, da quelli&nbsp;di soddisfazione del cliente a quelli inerenti la produzione.</p>



<p>Uno tra i più importanti Key Performance Indicator nell’ambito finanziario è l’ <strong>Account Receivable Aging</strong>, ossia l’anzianità dei crediti, rispetto al quale è opportuno creare un apposito report. </p>



<p>L’obiettivo di questo KPI è quello di garantire liquidità all’azienda non solo monitorando i crediti incagliati, ma anche lavorando sulla forbice finanziaria per la riduzione dei giorni di incasso.</p>



<p>Inoltre questo KPI è misurabile e monitorabile, e questo facilita il compito del controller o dell&#8217;imprenditore che vuole capire e gestire al meglio gli aspetti finanziari del proprio business.</p>



<p>Il calcolo dell’indice è molto semplice ed intuitivo. Si dividono i crediti per fascia di scaduto, tenendo conto della dilazione commerciale accordata. Di seguito la formula:</p>



<p><strong>AGING= Crediti a scadere + Crediti scaduti da 30 gg / Totale Crediti</strong></p>



<p>Di seguito un esempio di<strong> AR AGING REPORT</strong>:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>&nbsp;</td><td><strong>Crediti correnti</strong></td><td><strong>Classi di scaduto</strong></td></tr><tr><td><strong>Total</strong></td><td><strong>Current</strong></td><td><strong>1-30</strong></td><td><strong>31-60</strong></td><td><strong>61-90</strong></td><td><strong>91-120</strong></td><td><strong>121-150</strong></td><td><strong>151+</strong></td></tr><tr><td><strong>4.594.519 €</strong></td><td>4.239.558 €</td><td>84.795 €</td><td>156.704 €</td><td>38.416 €</td><td>7.653 €</td><td>9.315 €</td><td>58.078 €</td></tr><tr><td>Incidenza</td><td>92,3%</td><td>1,8%</td><td>3,4%</td><td>0,8%</td><td>0,2%</td><td>0,2%</td><td>1,3%</td></tr><tr><td>Aging</td><td>94,1%</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Target</td><td>97,0%</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr></tbody></table><figcaption>Gli importi 1-30 &#8211; 31-60&#8230;.. sono espressi in giorni.</figcaption></figure>



<p>Nell’esempio riportato AGING = (€ 4.239.558 + € 84.795) / € 4.594.519</p>



<p>Espresso in formula % AGING = 92,3% + 1,8% = 94,1%</p>



<p>In questo esempio il<strong> 94,1% dei crediti sono liquidi</strong>, le partite incagliate si trovano nelle ultime due colonne e sono crediti che necessitano di operazioni specifiche ( cessione, messa a perdita ect ), le colonne centrali 31-60 …………..91-120, sono rappresentate da crediti che necessitano di attenzione, con azioni specifiche di recupero crediti.</p>



<p>L’obiettivo del 97% (target 97% della tabella) sembra molto ambizioso, ma è di fatto l’obiettivo che multinazionali di livello adottano nelle loro strategie finanziarie.</p>



<p><strong>L’AR AGING REPORT viene utilizzato anche ai fini dell’accantonamento del fondo rischi su crediti</strong>, dove per ogni categoria di scaduto si applica una percentuale di svalutazione crescente al crescere dello scaduto, ed il metodo di calcolo analitico risulta in linea con quanto raccomandato dall’ OIC 15 (Principi contabili).</p>



<p>Strutturare un report per il monitoraggio dei crediti commerciali è indispensabile per molte realtà aziendali che utilizzano la dilazione dei crediti come leva strategica.</p>



<p>Spesso a causa delle operatività quotidiane si perde di vista la visione d’insieme della dimensione dei crediti e della loro evoluzione. Avere a disposizione uno strumento di verifica che spieghi le dinamiche e ne evidenzi eventuali criticità, rappresenta un importante elemento di valutazione dei rischi cliente e di monitoraggio delle condizioni contrattuali concesse.</p>



<p>Di conseguenza, un corretto uso del<strong>l&#8217;AR AGING REPORT può aiutare a organizzare una strategia aziendale</strong> efficiente, che tenga conto in maniera ragionata non solo degli eventuali costi connessi a specifiche decisioni di gestione aziendale, ma approfondisca anche l&#8217;effettivo tempo di incasso dei ricavi derivanti da quella strategia e il relativo effetto sulla salute e sulle prospettive di prosecuzione e di crescita del business aziendale. </p>



<p><strong>Iniziare a fare la differenza è importante perchè non è più possibile improvvisare</strong> o non tenere conto di alcuni importanti fattori di gestione; con le giuste logiche ed un occhio sempre attento al controllo di gestione si può fare il giro di boa e navigare verso il successo. </p>



<p><a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/contatti/">Contattami </a>se vuoi approfondire questo tema e desideri una valutazione specifica per la tua azienda. </p>



<p>Francesco Leone <em>in collaborazione con Annamaria Pellegrino </em></p>
<p>The post <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/aging-dei-crediti-come-premessa-di-successo/">Aging dei crediti come premessa di successo.</a> appeared first on <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it">Francesco Leone Commercialista </a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I K.P.I. e la strategia aziendale.</title>
		<link>https://www.francescoleonecommercialista.it/i-k-p-i-e-la-strategia-aziendale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori]]></category>
		<category><![CDATA[kpi]]></category>
		<category><![CDATA[management]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescoleonecommercialista.it/?p=3564</guid>

					<description><![CDATA[<p>I KPI sono una misura che l'impresa utilizza per determinare se sta raggiungendo gli obiettivi della sua strategia.</p>
<p>The post <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/i-k-p-i-e-la-strategia-aziendale/">I K.P.I. e la strategia aziendale.</a> appeared first on <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it">Francesco Leone Commercialista </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con il termine KPI, ovvero <strong>Key Performance Indicators</strong> (Indicatori Chiave di Prestazione) si identificano uno o più indicatori (o indici) che<strong> misurano le performance di un un’impresa in determinate aree o segmenti del proprio business.</strong></p>



<p>I KPI indicano come un’impresa progredisce (o regredisce…) verso i propri obiettivi di business.</p>



<p>In tal senso i KPI sono una misura quantificabile che un’impresa utilizza per determinare in quale misura gli obiettivi prefissati operativi e strategici vengono raggiunti.</p>



<p>Essendo legati al business proprio dell’impresa, ogni impresa avrà i propri KPI da poter misurare, anche se alcuni rispondono a criteri di natura generale.</p>



<p>Uno degli utilizzi più diffusi dei KPI è legato alla misurazione delle metriche di marketing; in tal modo, si possono analizzare le prestazioni in termini di marketing dell’impresa sulla base dei KPI presi a base per le misurazioni. Quanto più l’impresa raggiungerà valori positivi nei KPI tanto più sarà segno che le strategie di marketing attuate sono efficaci.</p>



<p>Esempi di KPI in ambito di marketing sono il numero di click per ogni post sui social, oppure il numero di commenti oppure il numero di persone che compilano un form per richiedere delle informazioni.</p>



<p>I KPI, per loro natura molteplici e variegati, devono avere alcune caratteristiche per essere validamente utilizzati quale fonte di misurazione delle performance aziendali. Tali caratteristiche sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Misurabilità: </strong>i KPI devono essere espressi in forma numerica;</li><li><strong>Integrabilità:</strong> devono potersi integrare ed essere coerenti con altri indici aziendali utilizzati;</li><li><strong>Direzionalità:</strong> devono poter indicare se un’impresa sta migliorando o peggiorando le proprie performances;</li><li><strong>Operatività:</strong> devono essere messi in relazione al contesto reale in cui l’impresa opera per poter misurare l’effettività del cambiamento, in un senso o nell’altro.</li></ul>



<p>Per essere realmente efficaci e significativi, i KPI devono basarsi su dati correttamente rilevati e fornire indicazioni che siano effettivamente strutturate al contesto di business aziendale, tralasciando di misurare performance rispetto alle quali l’impresa non può direttamente influire per, ad esempio, condizionamenti o fattori esterni ad essa.</p>



<p>I KPI, inoltre, devono essere basati su un chiaro orizzonte temporale predeterminato (trimestrali, semestrali, annuali, pluriannuali) per poter determinare la loro misurabilità ed i loro andamento su base tendenziale definita.</p>



<p>Concetto importante da tenere presente è che i KPI non si identificano specularmente con gli obiettivi di business dell’impresa, ma costituiscono un elemento fondante della implementazione e attuazione della strategia aziendale.</p>



<p>Ad esempio, un obiettivo di business dell’impresa potrebbe essere quello di raddoppiare il fatturato in 2 anni ed essere parte della più complessa strategia di crescita dell’azienda.</p>



<p>Per poter raggiungere questo obiettivo, è necessario monitorare l’andamento del business nel periodo preso in considerazione e per farlo si potrebbero istituire i seguenti KPI:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Numero di Clienti acquisiti;</li><li>Numero di Clienti persi;</li><li>Fatturato medio per Cliente;</li><li>Redditività per Cliente;</li><li>Numero di volte che il Cliente acquista il nostro prodotto/servizio nel periodo in considerazione.</li></ul>



<p>A questi se ne possono aggiungere altri o eliminarne alcuni, in funzione del grado di analisi che l’impresa intende raggiungere.</p>



<p>Inoltre, l’andamento nel tempo dei KPI può fornire, praticamente in tempo reale, all’impresa le giuste informazioni per capire come dirigere e correggere una eventuale strategia non perfettamente gestita.</p>



<p>Prima di definire i propri KPI, un’impresa dovrebbe aver definito:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>i propri obiettivi di business;</li><li><a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/organizzazione/">i processi aziendali </a>per raggiungere quegli obiettivi;</li><li>le modalità di<a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/controllo/"> misurazione quantitative</a> e qualitative dei risultati;</li><li>le modalità per variare obiettivi e processi, in corso d’opera, laddove se ne creasse la necessità.</li></ul>



<p>Infine, i KPI devono avere la natura di poter essere compresi e comparati anche dall’esterno, con il fine preminente di valutare la qualità e la direzione verso cui si sta muovendo il management aziendale nella conduzione del business.</p>



<p>Anche se vi sono KPI di settore, è opportuno che ogni impresa, dopo una autoanalisi interna, decida di istituire e monitorare i propri KPI che siano ritenuti effettivamente rilevanti e siano utili alla propria specificità in termini di organizzazione, tipologia del business, dimensione aziendale, prospettive future, contesto di riferimento, etc.</p>



<p><strong>Il numero dei KPI da dover considerare non è assolutamente standard, ma deve essere commisurato alle esigenze del management aziendale</strong>. La loro caratteristica dovrebbe essere quella di fornire una istantanea chiara sulla salute dell’azienda, guardandone gli indicatori più importanti.</p>



<p>Su questo presupposto, il numero dei KPI scelti è in funzione del grado di analisi da raggiungere. Quindi, 4, 6, 8 o 10 KPI possono essere pochi o tanti in relazione a quello che l’impresa intende raggiungere e all’area di monitoraggio (marketing, vendite, acquisti, <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/controllo/">controllo di gestione</a>, soddisfazione dei clienti, etc.).</p>



<p>Pertanto, un modo per valutare la reale conoscenza del proprio business da parte del management di un’impresa potrebbe essere quello di quantificare il numero giusto dei KPI necessari e sufficienti a supportare adeguatamente il flusso informativo e di conoscenza per condurre in porto la strategia aziendale decisa dal management.</p>



<p>Se vuoi approfondire questo argomento e ricevere un aiuto nel costruire i giusti KPI per gestire al meglio il tuo business puoi contattarmi a <a href="mailto:info@francescoleonecommercialista.it">info@francescoleonecommercialista.it</a> o contattarmi ai recapiti telefonici.</p>



<p>Francesco Leone</p>
<p>The post <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/i-k-p-i-e-la-strategia-aziendale/">I K.P.I. e la strategia aziendale.</a> appeared first on <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it">Francesco Leone Commercialista </a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>EBITDA</title>
		<link>https://www.francescoleonecommercialista.it/ebitda/</link>
					<comments>https://www.francescoleonecommercialista.it/ebitda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2015 17:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[ebitda]]></category>
		<category><![CDATA[kpi]]></category>
		<category><![CDATA[management]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.francescoleonecommercialista.it/?p=435</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;analisi di bilancio e nella valutazione di una azienda, ad esempio, in caso di ipotesi di fusioni e acquisizioni, riveste una importanza fondamentale il calcolo dell&#8217;EBITDA ( Earning Before Interest , Tax , Depreciaton and Admortization – ovvero Utile prima degli Interessi , delle Tasse , delle Svalutazioni e degli Ammortamenti ), che è il [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/ebitda/">EBITDA</a> appeared first on <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it">Francesco Leone Commercialista </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;analisi di bilancio e nella valutazione di una azienda, ad esempio, in caso di ipotesi di fusioni e acquisizioni, riveste una importanza fondamentale il calcolo dell&#8217;EBITDA ( Earning Before Interest , Tax , Depreciaton and Admortization – ovvero Utile prima degli Interessi , delle Tasse , delle Svalutazioni e degli Ammortamenti ), che è il cugino anglosassone del nostro italiano MOL ( Margine Operativo Lordo ) .</p>
<p>L’EBITDA &nbsp;è un indicatore di redditività&nbsp; che evidenzia <strong>il reddito </strong>&nbsp;di un&#8217;azienda&nbsp; basato solo sulla sua <strong>gestione caratteristica</strong>, al lordo, quindi, di interessi (gestione finanziaria), tasse (gestione fiscale), deprezzamento di beni e ammortamenti.</p>
<p>L’EBITDA &nbsp;è calcolato utilizzando <strong>l&#8217;utile prima </strong>di <strong>ammortament</strong>i, <strong>accantonamenti</strong>, <strong>oneri e proventi finanziari, straordinari e imposte </strong></p>
<p>L’EBITDA &nbsp;può essere calcolato in due modi differenti:</p>
<p>1) <strong>sommando utile lordo</strong>, ammortamenti + accantonamenti + svalutazioni &#8211; plusvalenze + minusvalenze + oneri finanziari &#8211; proventi finanziari + costi non caratteristici &#8211; ricavi non caratteristici, oppure</p>
<p>2)&nbsp; <strong>sommando algebricamente valore della produzione </strong>(ricavi + variazione rimanenze) &#8211; costi per materie prime &#8211; costi per servizi &#8211; costi per il personale (incluso accantonamento TFR) &#8211; altri costi di struttura.</p>
<p>L’EBITDA misura il reddito che residua una volta sottratti dai Ricavi l’insieme dei costi operativi:</p>
<p>&#8211; <strong>Che abbiano generato un uscita di cassa o banca</strong>,</p>
<p>&#8211; <strong>Strettamente connessi alla gestione caratteristica</strong>.</p>
<p>Pertanto, ai fini del calcolo dell’ Ebitda <strong><em>non </em>sono considerati</strong>:</p>
<p>&#8211; il contributo reddituale che scaturisce da aree diverse della gestione; tra questi, <strong>il saldo della gestione finanziaria, della gestione straordinaria, della gestione accessoria, della gestione tributaria</strong>;</p>
<p>&#8211; i costi operativi che, pur essendo di competenza dell’esercizio, <strong>non hanno manifestazione monetaria</strong>; tra di essi, ammortamenti e svalutazioni.</p>
<p>L’importanza dell’EBITDA risiede nel fatto che esso indica quanto effettivamente l’Azienda “guadagna” dalla propria attività caratteristica , ovvero se il proprio “core business” è redditizio o meno , e , quindi , che volume di costi può sostenere a livello di interessi ed ammortamenti , senza finire in perdita .</p>
<p>L’aspetto importante è che l’EBITDA misura l’utile operativo , non tenendo conto di proventi straordinari o finanziari .</p>
<p>Pertanto , a parità di Utile Netto di Esercizio, in generale , sarà in salute migliore l’Azienda che presenta un utile già a livello di EBITDA rispetto ad un’Azienda con un EBITDA negativo ( perdita operativa ) ma che genera un utile solo grazie , per esempio , alla vendita di un immobile ( quindi straordinaria ) .</p>
<p>Da questo discende che ogni imprenditore dovrebbe saper calcolare e conoscere precisamente l&#8217;EBITDA della propria azienda, perchè esso e un primo indicatore semplice per valutare e monitorare nel tempo la salute del proprio business.</p>
<p>Se vuoi approfondire questo argomento e ricevere ulteriori consigli o indicazioni sul tema dell’EBITDA puoi scrivere a&nbsp;<a href="info@francescoleonecommercialista.it">info@francescoleonecommercialista.it</a> o commentare questo articolo .</p>
<p>Francesco Leone</p>
<p><a href="http://www.francescoleonecommercialista.it/">www.francescoleonecommercialista.it</a></p>
<p>The post <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/ebitda/">EBITDA</a> appeared first on <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it">Francesco Leone Commercialista </a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.francescoleonecommercialista.it/ebitda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
