Nell’analisi di bilancio e nella valutazione di una azienda, ad esempio, in caso di ipotesi di fusioni e acquisizioni, riveste una importanza fondamentale il calcolo dell’EBITDA ( Earning Before Interest , Tax , Depreciaton and Admortization – ovvero Utile prima degli Interessi , delle Tasse , delle Svalutazioni e degli Ammortamenti ), che è il cugino anglosassone del nostro italiano MOL ( Margine Operativo Lordo ) .

L’EBITDA  è un indicatore di redditività  che evidenzia il reddito  di un’azienda  basato solo sulla sua gestione caratteristica, al lordo, quindi, di interessi (gestione finanziaria), tasse (gestione fiscale), deprezzamento di beni e ammortamenti.

L’EBITDA  è calcolato utilizzando l’utile prima di ammortamenti, accantonamenti, oneri e proventi finanziari, straordinari e imposte

L’EBITDA  può essere calcolato in due modi differenti:

1) sommando utile lordo, ammortamenti + accantonamenti + svalutazioni – plusvalenze + minusvalenze + oneri finanziari – proventi finanziari + costi non caratteristici – ricavi non caratteristici, oppure

2)  sommando algebricamente valore della produzione (ricavi + variazione rimanenze) – costi per materie prime – costi per servizi – costi per il personale (incluso accantonamento TFR) – altri costi di struttura.

L’EBITDA misura il reddito che residua una volta sottratti dai Ricavi l’insieme dei costi operativi:

Che abbiano generato un uscita di cassa o banca,

Strettamente connessi alla gestione caratteristica.

Pertanto, ai fini del calcolo dell’ Ebitda non sono considerati:

– il contributo reddituale che scaturisce da aree diverse della gestione; tra questi, il saldo della gestione finanziaria, della gestione straordinaria, della gestione accessoria, della gestione tributaria;

– i costi operativi che, pur essendo di competenza dell’esercizio, non hanno manifestazione monetaria; tra di essi, ammortamenti e svalutazioni.

L’importanza dell’EBITDA risiede nel fatto che esso indica quanto effettivamente l’Azienda “guadagna” dalla propria attività caratteristica , ovvero se il proprio “core business” è redditizio o meno , e , quindi , che volume di costi può sostenere a livello di interessi ed ammortamenti , senza finire in perdita .

L’aspetto importante è che l’EBITDA misura l’utile operativo , non tenendo conto di proventi straordinari o finanziari .

Pertanto , a parità di Utile Netto di Esercizio, in generale , sarà in salute migliore l’Azienda che presenta un utile già a livello di EBITDA rispetto ad un’Azienda con un EBITDA negativo ( perdita operativa ) ma che genera un utile solo grazie , per esempio , alla vendita di un immobile ( quindi straordinaria ) .

Da questo discende che ogni imprenditore dovrebbe saper calcolare e conoscere precisamente l’EBITDA della propria azienda, perchè esso e un primo indicatore semplice per valutare e monitorare nel tempo la salute del proprio business.

Se vuoi approfondire questo argomento e ricevere ulteriori consigli o indicazioni sul tema dell’EBITDA puoi scrivere a info@francescoleonecommercialista.it o commentare questo articolo .

Francesco Leone

www.francescoleonecommercialista.it

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