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	<title>ebitda Archives - Francesco Leone Commercialista</title>
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	<title>ebitda Archives - Francesco Leone Commercialista</title>
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		<title>Il Margine di Contribuzione e la salute dell&#8217;Azienda</title>
		<link>https://www.francescoleonecommercialista.it/il-margine-di-contribuzione-e-la-salute-dellazienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il margine di contribuzione è un elemento fondamentale per misurare la redditività di ogni prodotto, linea di prodotti o servizio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come fai a capire se la tua azienda è in salute?</p>



<p>Uno dei modi più semplice è capire se l’azienda guadagna, ovvero se il business che porti avanti è in grado di generare un fatturato ed un margine tale da coprire tutti i costi, lasciando un utile ai soci o all’imprenditore.</p>



<p>Questa è una semplificazione ma il concetto fondamentale è giusto.</p>



<p>Per analizzare questo, ovvero, il fatto che l’azienda sia in salute e quanto realmente lo sia, uno strumento fondamentale è il calcolo del <strong>Margine di Contribuzione</strong>, che è il fratello meno conosciuto del Margine Operativo Lordo (MOL) o EBITDA, tanto usato, specialmente nel mondo anglosassone, per quantificare il valore e la salute di una azienda.</p>



<p>Vediamo ora di cosa si parla quando ci riferiamo al Margine di Contribuzione, in particolare partendo da quello riferito ad un singolo prodotto.</p>



<p>Questo è importante perché per guadagnare realmente con la tua azienda devi guadagnare su ogni prodotto o servizio che vendi.</p>



<p>Si definisce <strong>Margine di Contribuzione di un prodotto realizzato da un’impresa la differenza fra i ricavi di vendita ed il costo variabile delle quantità vendute di tale prodotto.</strong> Questa dato misura, quindi, il contributo che tale prodotto fornisce all&#8217;impresa per realizzare la copertura dei costi fissi.</p>



<p>Il margine di contribuzione è un elemento fondamentale per misurare la redditività di ogni prodotto, linea di prodotti o servizio. L’obiettivo dell’impresa sarà quindi quello di massimizzare il margine di contribuzione in relazione al prezzo praticabile nel mercato in cui opera.</p>



<p>Il MdC assume un’importanza fondamentale nelle aziende multi-prodotto, o con più attività diverse tra loro; infatti, conoscere il margine di contribuzione di ciascun tipo di attività, o linea di produzione o servizio permette di avere di un’idea chiara di quanto ogni singolo prodotto o servizio contribuisca alla redditività (o sottragga redditività) dell’Azienda.</p>



<p>L’adozione del margine di contribuzione consente infatti di individuare i prodotti/servizi più redditizi, cioè con il margine più elevato, e di effettuare scelte di prezzo, volume e mix più convenienti. Inoltre semplifica il controllo dei costi, eliminando le distorsioni derivanti dall’assorbimento dei costi fissi.</p>



<p>In azienda spesso si conosce il margine di contribuzione globale. Meno diffuso è invece un sistema di rilevazione dei costi per singola attività o per singola linea di prodotti o per singolo prodotto/servizio, presumibilmente perché implica un dispendio maggiore in termini di tempo.</p>



<p>Le informazioni relative a queste rilevazioni possono essere desunte dalle distinte base o dalle schede di lavorazione o dalla stessa contabilità generale opportunamente adattata per suddividere i costi variabili per linea di prodotto/servizio.</p>



<p>Le diverse metodologie di rilevazione dipendono da vari fattori, tra i quali la tipologia merceologica, il fatto che si abbia produzione in serie o per commessa, l’impianto contabile, le risorse che si intendono destinare a queste rilevazioni.</p>



<p><strong>Il margine di contribuzione di periodo è determinato dalla somma dei margini di contribuzione unitari </strong>(differenza tra il prezzo di vendita unitario ed il costo variabile unitario)<strong> relativi ad un dato periodo</strong>. Se questo è uguale al totale dei costi fissi del periodo si raggiunge il punto di pareggio. Un margine di contribuzione maggiore dei costi fissi genera un utile.</p>



<p>Attraverso il margine di contribuzione è possibile riclassificare il conto economico in modo da valutare l’effetto sul reddito di variazioni del volume di vendita o del fatturato. Questa riclassificazione si ottiene deducendo dai ricavi i costi variabili.</p>



<p>Un prodotto che realizza un margine di contribuzione positivo alleggerisce gli altri prodotti dall&#8217;onere di dover coprire i costi fissi, perché questi ultimi ne devono coprire una minore quantità.</p>



<p>Se invece il margine di contribuzione di un prodotto è nullo o negativo, all&#8217;impresa converrà eliminarlo, in quanto, se il margine di contribuzione è pari a zero, il prodotto non fornisce alcun contributo alla copertura dei costi fissi e, quindi, alla redditività dell&#8217;impresa, e di conseguenza è inutile (i ricavi di vendita di quel prodotto consentono la sola copertura dei suoi costi variabili); se il margine di contribuzione è negativo, il prodotto consuma il margine di contribuzione degli altri prodotti realizzati dall&#8217;impresa di un importo pari al suo margine di contribuzione negativo, abbattendo in tal modo il reddito netto dell&#8217;impresa.</p>



<p><strong>Il margine di contribuzione è quindi utile nello studio della redditività d’impresa, in quanto fornisce all’imprenditore dati estremamente chiari e concreti sia in caso di analisi consuntiva del risultato d’esercizio sia in sede di pianificazione.</strong></p>



<p>Esso contribuisce a definire scelte di breve periodo o impreviste sul piano dell’organizzazione produttiva o aziendale.</p>



<p>Scopriamo di seguito tre formule fondamentali per il calcolo del Margine di Contribuzione:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Margine di Contribuzione Complessivo (per più prodotti o per singolo prodotto):</li></ul>



<p>Ricavi di Vendita (al netto di Oneri Comm.li) – Costi Variabili       = <strong>Mdc Complessivo</strong></p>



<p>Margine di Contribuzione Unitario:  Prezzo – Costo variabile unitario   = <strong>Mdc Unitario</strong></p>



<p>Margine di Contribuzione Percentuale: Margine di Contribuzione =  <strong> %    Ricavi</strong></p>



<p><em>Esempio di Calcolo:</em></p>



<p>Azienda che produce e vende n. 2.000 pezzi di un prodotto ad un prezzo unitario di € 30 cadauno. L’azienda corrisponde provvigioni del 10% sui ricavi di vendita. L’azienda sostiene i costi di produzione sotto elencati.</p>



<p>Ricavi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; € 60.000</p>



<p>-Oneri commerciali&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; €&nbsp;&nbsp; 6.000</p>



<p><strong>Ricavi al netto O.Comm.li</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp; €&nbsp; 54.000</p>



<p><strong>Costi Variabili</strong></p>



<p>Materie prime&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; €&nbsp; 20.000</p>



<p>Manodopera Diretta &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;€&nbsp; 14.000</p>



<p>Energia                                              €    5.000</p>



<p><strong>Totale costi variabili                          </strong>€  39.000</p>



<p><strong>Margine di Contribuzione&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; € 15.000&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>( 54.000 – 39.000)</p>



<p><strong>Margine di Contr. Unitario&nbsp;&nbsp;&nbsp; €&nbsp;&nbsp;&nbsp; 7,50&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>( 15.000/2.000 pz.)</p>



<p><strong>Margine di Contr. Percentuale&nbsp;&nbsp;&nbsp; 25%&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>( 15.000/60.000)</p>



<p>Con questi tre semplici dati, facilmente desumibili da una corretta contabilità aziendale, ogni imprenditore potrà avere a disposizione delle informazioni preziosissime per decidere se accettare o meno un ordine aggiuntivo di prodotti, per valutare quali prodotti continuare a produrre e quali no, per analizzare su quali prodotti guadagna e su quali perde, e, in generale, <strong>avere un controllo maggiore e più approfondito sul conto economico e sulle sorti future della propria Azienda.</strong></p>



<p>Se vuoi approfondire le modalità di calcolo del margine di contribuzione, capire quale è il MdC della tua azienda o se vuoi un contatto su questo tema e altri argomenti connessi al controllo di gestione, puoi <a href="https://www.francescoleonecommercialista.it/contatti/">contattarmi qui.</a></p>
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		<title>EBITDA</title>
		<link>https://www.francescoleonecommercialista.it/ebitda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2015 17:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;analisi di bilancio e nella valutazione di una azienda, ad esempio, in caso di ipotesi di fusioni e acquisizioni, riveste una importanza fondamentale il calcolo dell&#8217;EBITDA ( Earning Before Interest , Tax , Depreciaton and Admortization – ovvero Utile prima degli Interessi , delle Tasse , delle Svalutazioni e degli Ammortamenti ), che è il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;analisi di bilancio e nella valutazione di una azienda, ad esempio, in caso di ipotesi di fusioni e acquisizioni, riveste una importanza fondamentale il calcolo dell&#8217;EBITDA ( Earning Before Interest , Tax , Depreciaton and Admortization – ovvero Utile prima degli Interessi , delle Tasse , delle Svalutazioni e degli Ammortamenti ), che è il cugino anglosassone del nostro italiano MOL ( Margine Operativo Lordo ) .</p>
<p>L’EBITDA &nbsp;è un indicatore di redditività&nbsp; che evidenzia <strong>il reddito </strong>&nbsp;di un&#8217;azienda&nbsp; basato solo sulla sua <strong>gestione caratteristica</strong>, al lordo, quindi, di interessi (gestione finanziaria), tasse (gestione fiscale), deprezzamento di beni e ammortamenti.</p>
<p>L’EBITDA &nbsp;è calcolato utilizzando <strong>l&#8217;utile prima </strong>di <strong>ammortament</strong>i, <strong>accantonamenti</strong>, <strong>oneri e proventi finanziari, straordinari e imposte </strong></p>
<p>L’EBITDA &nbsp;può essere calcolato in due modi differenti:</p>
<p>1) <strong>sommando utile lordo</strong>, ammortamenti + accantonamenti + svalutazioni &#8211; plusvalenze + minusvalenze + oneri finanziari &#8211; proventi finanziari + costi non caratteristici &#8211; ricavi non caratteristici, oppure</p>
<p>2)&nbsp; <strong>sommando algebricamente valore della produzione </strong>(ricavi + variazione rimanenze) &#8211; costi per materie prime &#8211; costi per servizi &#8211; costi per il personale (incluso accantonamento TFR) &#8211; altri costi di struttura.</p>
<p>L’EBITDA misura il reddito che residua una volta sottratti dai Ricavi l’insieme dei costi operativi:</p>
<p>&#8211; <strong>Che abbiano generato un uscita di cassa o banca</strong>,</p>
<p>&#8211; <strong>Strettamente connessi alla gestione caratteristica</strong>.</p>
<p>Pertanto, ai fini del calcolo dell’ Ebitda <strong><em>non </em>sono considerati</strong>:</p>
<p>&#8211; il contributo reddituale che scaturisce da aree diverse della gestione; tra questi, <strong>il saldo della gestione finanziaria, della gestione straordinaria, della gestione accessoria, della gestione tributaria</strong>;</p>
<p>&#8211; i costi operativi che, pur essendo di competenza dell’esercizio, <strong>non hanno manifestazione monetaria</strong>; tra di essi, ammortamenti e svalutazioni.</p>
<p>L’importanza dell’EBITDA risiede nel fatto che esso indica quanto effettivamente l’Azienda “guadagna” dalla propria attività caratteristica , ovvero se il proprio “core business” è redditizio o meno , e , quindi , che volume di costi può sostenere a livello di interessi ed ammortamenti , senza finire in perdita .</p>
<p>L’aspetto importante è che l’EBITDA misura l’utile operativo , non tenendo conto di proventi straordinari o finanziari .</p>
<p>Pertanto , a parità di Utile Netto di Esercizio, in generale , sarà in salute migliore l’Azienda che presenta un utile già a livello di EBITDA rispetto ad un’Azienda con un EBITDA negativo ( perdita operativa ) ma che genera un utile solo grazie , per esempio , alla vendita di un immobile ( quindi straordinaria ) .</p>
<p>Da questo discende che ogni imprenditore dovrebbe saper calcolare e conoscere precisamente l&#8217;EBITDA della propria azienda, perchè esso e un primo indicatore semplice per valutare e monitorare nel tempo la salute del proprio business.</p>
<p>Se vuoi approfondire questo argomento e ricevere ulteriori consigli o indicazioni sul tema dell’EBITDA puoi scrivere a&nbsp;<a href="info@francescoleonecommercialista.it">info@francescoleonecommercialista.it</a> o commentare questo articolo .</p>
<p>Francesco Leone</p>
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